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Non merito

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Josefa

 

lo vedo quello sguardo violato

si fa più vicino e chiede:

"sorella, dove sei? Non lasciarmi nell'oblio!”

tendo le braccia sino allo spasimo

ma non ti raggiungo.

non riesco a prenderti, Abbandonata,

a trarti in salvo

ad afferrare - almeno

il figlio che -  disperata

lanci tra le mie braccia.

i tuoi occhi terrorizzati:

solo quelli ho catturato.

mi perseguitano

ora che siamo così indifese

lasciate scoperte e divise - persino

da quella Memoria che doveva aprirsi

come un ombrello impermeabile al male.

non merito -  alla fine

neanche di chiederti perdono.

 Laura Vargiu - 31/01/2019 12:56:00 [ leggi altri commenti di Laura Vargiu » ]

Un testo che fa riflettere!
Grazie per l’attenzione ai miei testi per il Giorno della Memoria! :)

 robertoperrino - 28/01/2019 14:18:00 [ leggi altri commenti di robertoperrino » ]

Grazie a te ed a voi, Maria!

 Klara Rubino - 28/01/2019 10:08:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

(porta con sé: scusate)

 Klara Rubino - 28/01/2019 10:04:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Buongiorno Maria, è molto forte la tua poesia, parla del senso di colpa, il tuo ma anche il nostro, è legato al senso di impotenza, alla domanda conseguente se sia effettiva assoluta impotenza e quindi ad un vacillare circa la presenza nel mondo della nostra identità!
E’ un racconto al quale non siamo invitati a partecipare il mondo raccontato dai mass-media.
Noi siamo cavie che spontaneamente si mantengono recluse nella comfort-zone del laboratorio/appartamento.
Cerchi una soluzione e chiedi aiuto sostegno, condivisione, per poter essere in grado così di donarlo a chi ne ha bisogno.
Ama il prossimo tuo come te stesso...significa forse anche per offrire aiuto chiedi aiuto.
Questa infatti è la migliore forma di soccorso, che porta con se umiltà, senza né debiti né crediti morali e in modo tale anche che non ci sia in seguito più nulla da perdonare.

P.S.Io ci sto!

 Guido Balbo - 27/01/2019 22:42:00 [ leggi altri commenti di Guido Balbo » ]

Appena oltre, ma neanche tanto, l’ombrello ha fatto effetto ... era vivo il ricordo. Ma in mano nostra, ogni cosa rapidamente si consuma, tutto perde peso, consistenza e non serve più alle attese. Ha perso smalto, liso e bucato lascia passare tutto il bagnato. Serve cambiarlo, almeno di tela ... in tinta unita, ché si sa cosa fa l’unità. Grazie

 Maria Musik - 27/01/2019 18:39:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Vi sono grata per le vostre suggestioni, condivisioni.
Per quanto mi riguarda, credo veramente di non meritare il diritto, anzi, la concessione di chiedere almeno perdono e non perchè il perdono non ci sia ma perchè non faccio tutto quello che dovrei, pago ma non fino in fondo il mio debito di coraggio quotidiano. Ci provo ma, per bisogno o per desolazione, a volte resto inerte e lascio "che facciano". Non parlo di fatti clamorosi, eroici. Parlo di quell’incarnare, sempre e comunque, quel "non in nome mio" che ci espone (oggi più che mai) sul lavoro, per strada, sulla metro, durante la riunione del condominio... Devi essere pronta, vegliare su chi e ciò che ti circonda, devi essere pronta sempre anche a subire le ritorsioni, ad abbassare il capo se solo tu lo hai alzato e ti hanno vista. Sì, spesso sei la sola a farlo e questo ti rende ancor più vulnerabile. Sembra che la faccia tragica? Lo è. I luoghi dove regna la discriminazione e dove il ricatto è basato, per dirne una, sul mantenere il posto di lavoro o evitare ritorsioni che, inevitabilmente, dovresti far subire a chi da te dipende o in te confida, alla famiglia o a un amico, a una comunità di "figli di un Dio minore" che è inglobata nella tua ma ora viene esplulsa in nome del benessere e della salute di questo flaccido corpo malato che è la società... questi luoghi sono qui, ora.
Devi saper pensare velocemente e agire perchè il dissenso sia fattivo ma la risposta non inneschi rappresaglie inutilmente dannose. E questo vale che ci si opponga di fronte agli orrori mondiali o alle miserie del nostro quotidiano, dove tutto avviene in una confort zone senza conforto.
Per questo è doveroso ringraziare tutti quelli che rispondono all’invito di unirci, al di là delle credenze e delle differenze: semplicemente perchè hanno risposto.
Pensate se fossimo così tutti i giorni? Pensate se fossimo tanti? Pensate!
Se ci uniamo ora per fermare il dilagare della violenza, della discriminazione in nome del proprio personale interesse, forse, non ci saranno altre occasioni. Se non lo facciamo anche domani e domani l’altro... non meritiamo.
Però, tutti voi, meritate di essere ringraziati. Tutti.

 Edi Davoli - 27/01/2019 16:05:00 [ leggi altri commenti di Edi Davoli » ]

Maria "non meritiamo" quando buttiamo alle ortiche principi che diventano strumenti per relazionarci nel modo migliore. Quando il diverso è estraneo, quando il sofferente è fastidioso. Credo che la sensibilità del tuo testo "meriti". Buona domenica!

 Franca Colozzo - 27/01/2019 15:39:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

C’è un sentimento del male che non viene da fuori, ma da dentro di noi e ci lascia disperati, come non immuni all’epidemia.
Si lascia ai demoni ogni ragionevole dubbio sul bene o sul male, al destino ogni errore, ma mai a noi ogni sbaglio.
La nostra fragile umanità ha un anello mancante, non quello prima dell’Homo sapiens sapiens, ma dopo di esso. Chi siamo realmente? Bestie più infime delle bestie, seppur pensanti?
M’interrogo spesso su questo punto e non trovo mai una risposta. Certo che abbiamo molto da imparare dagli altri animali!
Grazie Maria che hai proposto questa poesia che scava un solco ancora più grande nelle nostre coscienze. Negli occhi sbarrati di quella donna vedo un’angoscia senza fondo, come se la lezione del passato fosse ancora tutta da imparare.
Ti ringrazio dei tuoi commenti e mi scuso anticipatamente se ho pubblicato più poesie sulla Giornata della Memoria(tendo in genere a lasciar passare un certo lasso di tempo tra una pubblicazione e un’altra), ma sento che in essa, al di là delle storie personali, si annidi una piaga repressa e mai sanata che oggi purtroppo sta riemergendo in superficie: l’intolleranza verso chi è diverso da noi.

 Giulia Bellucci - 27/01/2019 14:42:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Intrise di profonda verità questi versi. Grazie Maria e voglio ringraziarti anche per averci letti tutti e lasciato per tutti un pensiero, anche ai miei umilissimi versi.

 Franco Bonvini - 27/01/2019 12:52:00 [ leggi altri commenti di Franco Bonvini » ]

Eppure lei per un attimo ha creduto in quella a cui ha lanciato un figlio.
questo del non meritare lo penso anche guardando i nipotini a volte.
https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/01/25/nipotini/

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